stranieri a bologna

Gli stranieri residenti in provincia di Bologna al primo gennaio 2013 erano 114.485, pari all’11,4% della popolazione residente complessiva. Se si considerano i soli cittadini extracomunitari, il tasso di incidenza è pari all’8,6%. Sono i dati che emergono dall’indagine realizzata dalla Fondazione Cattaneo per Osservatorio delle Immigrazioni della Provincia di Bologna.

Rispetto all’incidenza percentuale della popolazione straniera, il Comune di Bologna si colloca al quinto posto con il 14,6%, preceduto dai Comuni di Crevalcore (16,0%), Vergato (15,4%), Bazzano (15,3%) e Sant’Agata Bolognese (14,7%). Sono complessivamente 16 i Comuni bolognesi a collocarsi sopra l’incidenza media provinciale dell’11,4% e sono 27 quelli sopra il 10%.

In particolare, dal 1998 al 2013 la popolazione straniera è aumentata di oltre 90 mila unità, mentre la componente italiana è rimasta stabile. Quanto ai Paesi di provenienza in testa c’è la Romania (18,5% del totale degli stranieri residenti) seguita da Marocco (13,4%) e dall’Albania (7,2%). Gli extracomunitari sono invece il 24,7%. Le donne superano gli uomini, toccando quota 52%, mentre l’età media è di 33 anni, contro i 47 della popolazione italiana.

I minori stranieri sono oltre il 16% del totale dei minori residenti, mentre degli oltre 2.700 matrimoni celebrati nel 2011 nella provincia di Bologna, il 13,6% è stato celebrato fra coppie miste. Le unioni celebrate, invece, fra sposi entrambi stranieri sono stati il 3,6% (per un complessivo 17,2% di matrimoni celebrati con almeno uno sposo straniero). Infine, il numero di acquisizioni di cittadinanza italiana è sestuplicato dal 2002 al 2012, passando dagli iniziali 301 casi agli attuali 1.893.

“La presenza di cittadini stranieri sul territorio – ha commentato lapresidente della Provincia Beatrice Draghetti – deve essere letta come una componente che è necessario conoscere

a fondo per governare i cambiamenti di lungo periodo in atto”. “Investire in ricerca – ha aggiunto – è essenziale innanzitutto perchè significa offrire strumenti di orientamento imprescindibili per chi programma servizi e interventi del welfare locale”.